I temi di questa edizione: 1. Axel Springer acquisisce Politico per un miliardo di dollari; 2. Il lancio di BILD TV; 3. I dati di luglio delle visite online alle testate tedesche.

Axel Springer, l´ editore più americano d´Europa.

Prima l´acquisto di Business Insider nel 2015 e Emarketer nel 2016, poi il newsletter-first-media Morning Brew nel 2020. Infine – l´annuncio è di questa settimana – il mega deal per acquistare il 100% di Politico e Politico Europe, la testata digitale di politics & policy making fondata 15 anni fa a Washington.

Mega affare, davvero: il prezzo di acquisto dovrebbe aggirarsi fra i 750 e i 1000 milioni di dollari. Sì, esatto, un miliardo di dollari per un outlet digitale che vende abbonamenti a newsletter specializzate in policy making e political insights, con clienti aziendali ed enti che pagano anche 7.000 dollari per un singolo abbonamento. Politico ha anche contenuti free, principalmente consultati da giornalisti e politics freaks. Per il Washington Post – val la pena ricordare – Jeff Bezos sborsò 250 milioni di dollari nel 2013.

Per Axel Springer, pur abituata ai mega deal, questa è la più grande acquisizione aziendale mai fatta, preceduta da una joint venture con Politico Europe già operativa da tempo a Bruxelles.

Per capire il senso di questo acquisto bisogna guardare bene dentro Politico. Questo giornalismo ultra specializzato, oltre ad avere altissimi margini (30% di margine operativo), genera, con i suoi 700 giornalisti ed esperti americani e 200 europei, una quantità enorme di contenuti originali ed esclusivi, che coprono molti verticali.

Su questo capitale intellettuale (fatto di vera expertise, non di commenti ed opinioni) si possono sviluppare altri servizi e altri contenuti, altri formati e offerte sia B2B che B2C e per pubblici più ampli, anche geograficamente, senza dimenticare la possibilità di alimentare le altre testate di Axel Springer, Bild e Welt. Questo potenziale spiega una valutazione e un prezzo di acquisto che a molti ha fatto alzare il sopracciglio, e ad altri ridato una qualche speranza nel business del giornalismo specializzato.

Questo è nello stesso tempo un investimento nel “footprint (Politico e la terza testata di riferimento per il mondo della politica e quello che vi gira attorno negli USA dopo The Washington Post e New York Times) e negli “asset intellettuali, che alla fine sono i suoi giornalisti, i suoi esperti e le loro relazioni speciali.

Axel Springer a questo punto consolida le sue posizioni nei tre mercati strategici che copre: USA, Germania (con il lancio recentissimo di BILD TV, di cui parlo dopo) e Polonia. Soprattutto, prosegue con coerenza il percorso di sviluppo digitale, fatto di acquisizioni ma anche di tecnologia (come il lancio di Aravoices, per lo sviluppo in casa di voice technology).

Certo, rimane difficile definire globale un editore così selettivo nello scegliere i mercati di riferimento. Ma questo focus ha a che fare con la chiarezza degli obiettivi economici: si investe nei mercati in cui si può essere leader e in quelli che possono espandersi. Per questo, nell´ultimo anno, Axel Springer ha ceduto le partecipazioni non strategiche nel Est Europa.

Leggi anche: l´intervista del CEO di Axel Springer a Handelsblatt (paid content).

La Bild in TV: Axel Springer, di sfida in sfida.

BILD: Das bietet der neue TV-Sender zum Start - COMPUTER BILD

Quando la situazione in Afghanistan si è aggravata tra sabato 14 e domenica 15 agosto, nessuno è stato così veloce ad andare in diretta con una trasmissione speciale online come la BILD. E io, certo non una lettrice target di questa testata, mi sono attaccata al telefonino per vedere e sentire quello che stava accadendo. E ho passato ore collegandomi alla Bild.

Il successivo lancio del canale TV, Bild Live, domenica 22 agosto, era stato pianificato soprattutto pensando alla campagna elettorale tedesca, ma si è ritrovato nel mezzo di un periodo storico, che, se ci mettiamo pure il carico ancora presente della pandemia, vede le persone da queste parti affamate di informazione e di orientamento.

Dallo scorso lunedì, La Bild non e solo il più grande giornale tedesco – con una tiratura cartacea di 1,24 milioni copie e un reach digitale di 25 milioni di utenti unici al mese – ma anche il più piccolo news channel Tv, che al suo lancio, con la “Kanzlernacht” (La notte dei cancellieri) di domenica 22, ha raggranellato ù di 100 mila contatti, con share superiori al 1%.

Perché la TV? La conversione verso un modello digitale pay sta andando spedita – la Bild è già ora il quotidiano dell´ Europa continentale con più abbonati, 540mila a giugno 2021. Questi numeri non bastano tuttavia a compensare la graduale estinzione della stampa.

D´ altra parte le news TV stanno ricominciando a funzionare in Germania, anche fra il pubblico giovane: ARD e ZDF sono sorprese dal proprio successo fra i più giovani, e anche gli editori commerciali RTL e ProSiebenSat1 hanno ricominciato a investire nel giornalismo, dopo anni di totale disimpegno.

La formula con cui la BILD ha lanciato il canale non è ancora quella di un all news 100%: non sarebbe economicamente e operativamente sostenibile, per ora. Il risultato è una programmazione mista di news concentrate alla mattina e alla sera, e in mezzo documentari decisamente mediocri come quelli che si vedono sui certi canali Sky o RTL, sull´ arte della grigliata perfetta o il mondo dei piccoli birrifici.

Ovvio che gli altri editori tedeschi, soprattutto quelli di orientamento politico distante, si sono lanciati nella critica alla programmazione e anche allo stile visivo e giornalistico. Ma la Bild è la Bild, e la sua formula, unica e non paragonabile ai tabloid britannici, è anche questo: visivamente debordante, piena di caratteri cubitali e punti esclamativi, a colori iper-saturi, ma con una ammirevole capacità di “stare sul pezzo” e andare dritti al punto.

Lo si è visto la prima sera di domenica 22, con le interviste a Armin Laschet (CDU) e Olaf Scholz (SPD). Ogni domanda, fatta in una catena veloce, a volte difficile da seguire, aveva un obiettivo immediato: ottenere risposte da convertire in titoli per il quotidiano online, insomma generare notizie per il circuito Bild. E il giorno dopo, sulla carta stampata, titoli e sintesi della “Notte dei cancellieri” campeggiavano in prima pagina. L´unico rischio di una formula così: stancare, alla lunga, perché troppo autorefenziale.

Vedremo. Nel frattempo, nella fascia del mattino, la Bild Live ha già raggiunto e superato il 2% nel target commerciale 14-59 anni, nella sua prima settimana di programmazione. Molti, qui in Germania, temono lo sviluppo di una Fox News alla tedesca.

Non so. La Bild è aggressiva, molto thesis-driven sotto la direzione Reichelt, vero, ma a parte la campagna della scorsa primavera contro il virologo della Charité Drosten, si ferma sempre un passo prima della vera e propria manipolazione. La Bild non produce notizie false, ne´ le manipola in modo grossolano. La Bild ha un tono, una voce, che piaccia o no, e un modo esclamativo di esprimersi, che però offre chiarezza e che anche senza un diploma di laurea in mano puoi capire dove vogliono arrivare, e decidere se ti piace o no il modo in cui ci arrivano. Di questa chiarezza non bisogna avere paura.

La stampa digitale in Germania: i dati di luglio 2021.

Innanzitutto, segnatevi la fonte, se vi piace esplorare i dati: su PZ Online trovate tutte le fonti più importanti per i giornali, quotidiani e periodici che fanno parte della Federazione degli Editori Tedeschi.

Luglio è stato il mese della alluvione in Ahrtal, e i media delle regioni Nordreno-Westfalia NRW e Renania-Palatinato hanno quasi raddoppiato le visite digitali. Per chi legge questa newsletter, la tabella di sintesi è quella più interessante: se si esclude il picco del primo lockdown, quando la fame di informazioni aveva fatto esplodere la audience online, il trend di lungo periodo rimane in crescita, pur con le oscillazioni estive.

Della top 20 di Luglio, il risultato che colpisce di più è quello dello Spiegel: nel corso dell´ultimo anno e mezzo, il rilancio del prodotto digitale (dedicherò un prossimo post alla analisi del prodotto) e l´ampliamento del portafoglio con podcast, contenuti audio, video e newsletter ha fatto dello Spiegel un media powerhouse 7/7, da consultare ogni giorno e ogni ora con la sua app, non più l´espressione digitale di un settimanale di qualità. Un processo di trasformazione così radicale lo hanno visto pochi periodici in Europa.


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